E' passato ormai un anno dalla scomparsa di Fidel Castro e a Cuba la modernizzazione prosegue a vele spiegate. Il Partito della Repubblica Libera fondato da Casado Pirrales, presidente degli ex esuli cubani di Miami, è saldamente al comando del governo. L'alta percentuale registrata alle urne ha infatti permesso al primo ministro in carica di blindare la maggioranza. I primi successi del nuovo governo si sono registrati in politica estera dove gli ottimi rapporti con il governo Usa e con il presidente Bush (che ha appoggiato la candidatura di Pirrales dal primo momento) hanno permesso l'abolizione dell'embargo che durava dal lontano 1961. Così come la legge Helms-Burton, che dal 1996 imponeva sanzioni alle compagnie straniere che tenevano rapporti commerciali con Cuba. Soddisfazione in tal senso è stata espressa dall'Onu che già nel 1992 aveva condannato, con una schiacciante maggioranza, la politica statunitense.
Insomma, dopo decenni di divergenze, sull'Isla è tornato il sorriso: "Gli anni di embargo – ha commentato Bush – sono costati agli Stati Uniti la bellezza di 1,18 miliardi di dollari che avrebbero permesso la creazione di 17 mila posti di lavoro sull'isola. Ora, finalmente, possiamo procedere". In tal senso il Ministero dell'Occupazione si è mosso: sul modello messicano, diverse materie prime vengono importate dal governo cubano direttamente dagli Stati Uniti e lavorate da manodopera a basso costo. Oggi anche un medico può integrare la propria paga con qualche ora di lavoro in più. La vecchia libreta, che garantiva una razione mensile di alimenti, non esiste più. Abbandonato ogni progetto di area commerciale alternativa insieme a Venezuela, Brasile e altri paesi del Sudamerica, Cuba è entrata saldamente nell'Alca (zona libero commercio) attirando gli interessi di numerosi investitori stranieri. I pozzi petroliferi presenti lungo la costa settentrionale sono stati venduti alla Texaco, suscitando le ire di Cina e Canada che finanziavano da anni l'estrazione e la raffinazione dell'oro nero in quella zona. Anche le compagnie assicurative sono scese in campo: i fatiscenti ospedali cubani sono stati rilevati e dotati di strumenti all'avanguardia. Ogni cittadino cubano ha la possibilità di acquistare una card per avere accesso ai servizi. Senza, si ha diritto a un'assistenza di pronto soccorso presente in alcune città. Nel settore della comunicazione Murdoch si è detto interessato a creare dal nulla una rete informativa pay tv a disposizione dei cittadini: "Costruire dal nulla un intero settore è una sfida che mi affascina", ha dichiarato il magnate in conferenza stampa in diretta sui vecchi Cubavision e Tele Rebelde e sulla nuova Tv Martì (per cui il governo Usa aveva speso 26 mln di dollari all'anno durante la dittatura).
Il nuovo progetto turistico Cristoforo Colombo, che verrà esportato sull'Isla della Juventude, a Baracoa e in altre località, ha sposato il modello Varadero. Le casas particulares, risorsa importante per l'economia del paese dopo il crollo del Muro e l'apertura al turismo, sono state abolite poiché "creavano dislivelli socio-economici", si legge nel decreto. Il giorno della scomparsa di Fidel Castro è stato decretato festa nazionale e proprio durante il primo anniversario del Giorno della Libertà, il presidente Casado Pirrales ha invitato numerosi leader alla cerimonia che si è tenuta in Plaza de la Revolucion a L'Havana (vecchia capitale del regime. Oggi la città simbolo è Guantanamo, "L'unica terra libera in tempo di dittatura", ha ricordato il nuovo premier).
Sorridente il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, che ha preso la parola durante i festeggiamenti: "Finalmente avrò la possibilità di trascorrere le mie vacanze su questa meravigliosa isola, tenuta in ostaggio per troppi anni da una violenta dittatura che ha portato alla fame il suo popolo. Devo dire che fa un po' impressione - ha aggiunto ironicamente Berlusconi - vedere la facciata del Ministero degli Interni senza l'effige di Che Guevara. Fa impressione, ma si prova anche un certo sollievo", ha concluso.
Della revolucion in effetti resta ben poco. Nelle sedi del disciolto Partito Comunista Cubano e del Comitato in Difesa della Rivoluzione sventolano oggi le bandiere del Partito della Repubblica Libera. E anche nelle scuole un'attenta riforma dei programmi e dei testi è stata di recente promossa dal Ministero dell'Informazione e dell'Educazione. La rivoluzione del 1959 e i precedenti tentativi di golpe, come quello dell'assalto alla caserma Moncada del 1953, vengono rivisitati in chiave storica e presentati alle nuove generazioni di studenti come una tappa necessaria nel violento pensiero leninista, che aveva come fine ultimo quello di privare il popolo della libertà.
Secondo le tesi presentate dal Comitato per la Ricerca Storica, Cuba è stata sfruttata negli anni passati dall'Urss per tenere gli Usa e il Mondo sotto la minaccia di una Terza Guerra Mondiale. "Il Comitato ha anche un altro importante risultato da raggiungere – ha detto il ministro - rivalutare la figura degli Usa nelle vicende della storia cubana". Durante la Seconda Guerra d'Indipendenza di fine '800 contro gli Spagnoli, un contributo decisivo per scacciare gli invasori venne dato proprio dagli States. Tutti i manifesti di propaganda sono stati rimossi e i problemi diplomatici risolti: il papà del piccolo Elìan (bambino al centro di un caso giuridico qualche anno fa) partecipa oggi attivamente alla Commissione per il rientro degli esuli di Miami, mentre il caso dei Los Cinquos (Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González) si è risolto nella maniera più tragica e rapida. A pochi giorni dalla morte di Castro, infatti, i cinque sono stati trovati impiccati nelle carceri americane. La città di Cienfuegos ha cambiato nome in Little Miami, mentre a Santa Clara è stato rimosso il Mausoleo del sanguinario Che Guevara, le cui ceneri sono state spedite in Argentina. Tutta la vecchia dirigenza governativa, compreso Raul Castro, è scappata nel vicino Venezuela.
"E' la vittoria più grande degli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale – ha detto Bush – Ora che abbiamo eliminato questo tumore così vicino alla nostra terra potremo dedicarci alla cattura di Bin Laden e Al Zarqawi. Poi apriremo un tavolo di confronto con gli altri Stati canaglia che ancora restano da punire. La stella che brilla sulla bandiera cubana entra di diritto tra le 52 della nostra. God bless America". A Cuba ora si respira aria di libertà. Del Che, di Fidel e del loro sogno rivoluzionario non resta che qualche sbiadito murales e un urlo ormai lontano: Hasta la victoria, siempre!
