Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001.

Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando "non violenza", quando fu massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo (sic) che non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i Black Block.

Per il giudice Angela Latella, invece, la selvaggia repressione genovese e la cortina di menzogne sollevata per coprirla e' stata una delle pagine piu' nere di tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta cio' viene scritto in una sentenza. Non solo, e' ben piu' grave quello che e' scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono ne' iniziative isolate ne' eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale. A Genova vi fu un disegno criminale selettivo da parte di apparati dello stato.

Tale disegno era teso a terrorizzare non tanto la sinistra radicale ma il pacifismo cattolico, in particolare la Rete Lilliput, che per la prima volta in maniera così convinta e numerosa scendeva in piazza saldandosi in un unico enorme fronte antineoliberale con la sinistra. Le ragazze e i ragazzi delle parrocchie furono quelli che pagarono il prezzo piu' alto, soprattutto sabato. I loro spezzoni di corteo furono sistematicamente bersagliati dai lacrimogeni e centinaia di loro furono pestati selvaggiamente. Ma, soprattutto decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa?.

Marina non è stata picchiata da due extracomunitari, magari due temibilissimi rumeni, da tutti indicati come l'unico grande problema delle amministrazioni italiane, bensì da un cumulo barbaro di pezzi di merda italinissimi e dallo Stato armati: poliziotti. Quei poliziotti. E manciate di carabinieri. Perciò non è diventata una notizia del telegiornale, come la povera Vanessa Russo o come tutti gli altri che sono stati scippati, malmenati, abusati, brutalizzati, da assalitori clandestini. Il pestaggio immotivato di Marina è stato sottaciuto, censurato, in quanto perpetrato da personaggi, assai più bastardi degli extracomunitari, ma più di loro impuniti e impunibili. Così com'è stato censurato il fatto che Marina, appunto, ha avuto ragione: condannato lo Stato, condannato il Ministero dell'Interno.

E ora un video. L'obbligo morale è di vederlo, comunque la pensiate. Ci sono delle immagini molto crude (le più crude che mi siano capitate di vedere) perciò, se siete impressionabili, lasciate perdere. Davvero.